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Scritti Sardi: "La Festha Manna di Sassari" Sardinien
Li Candareri Farani in Piazza... L'origine della festa dei Candelieri risale, quasi sicuramente, al XIII secolo, periodo in cui si stabilì un rapporto per lo più costante con Pisa. Interrotto nel primo periodo aragonese, la festa rinacque in forme nuove per l'iniziativa del popolo sassarese e col contributo delle Corporazioni di Arti e Mestieri. Le ricorrenti comparse del flagello causate dalla peste erano viste, nell'immaginazione e in tempi di viva fede religiosa, come una punizione caduta dal cielo per la mancata consueta offerta dei "candeli" alla Vergine Assunta, mentre la cessazione della festa veniva attribuita dal popolo alla intercessione della Madre di Dio, dopo il ripristino, per voto, dell'offerta dei Candelieri.  Lo storico più importante della Storia dei Candelieri fu senza alcun dubbio Enrico Costa che fu, peraltro, il primo a scoprire l'origine pisana dei Candelieri. Il Costa esaminò gli Statuti di Villa di Chiesa di Sigerro (Iglesias).. Lo storico sassarese annottò i caratteri comuni dell'offerta ad oblazione dei "Candeli" iglesienti con quelli di Sassari, riti del 14 agosto "a vespro", derivati dalla analoga festa pisana, anche essa disciplinata negli Statuti della Repubblica. Nulla è giunto fino a noi sulla disciplina dei Candelieri in Sassari,all'origine, si può solo presumere che le norme ricalcassero quelle di Pisa e di Iglesias. L'unica descrizione ad offrirci il quadro della festa del 14 agosto, la propose lo storico Devilla. Il fatto di cronaca (annotato nelle "Memorie del Convento di S.M. di Betlem) del 1697 è così riportato: "nel mese di agosto cessarono la prima e la seconda peste in Sassari, e ciò per intercessione della SS.Vergine il dì 14 agosto, vigilia della sua assunzione. Fu allora che il popolo, diviso in 8 compagnie, portò otto ceri alla Chiesa di S.M. di Betlem e là fecero il voto di offrirli in azione di grazia alla "Regina del Paradiso". Inoltre ciascun Gremio aveva al seguito una colonna portata dal popolo  ("per allegrezza") e chiamata da esso "volgarmente" candeliere. Piccapietre: Il gremio, che sin dall'inizio del secolo scorso faceva parte dell'Associazione dei Muratori, si è reso successivamente autonomo; è pertanto, il gremio più giovane (1955). E' il primo a sfilare, l'ultimo ad entrare nella chiesa di S.Maria di Bethlem. Patrona del gremio è la Madonna della Salute, raffigurata sul fusto del Cero, che è bianco e porta sul retro i disegni degli arnesi del mestiere. La divisa dei gremianti è un frac in panno nero, la bandiera è di damasco azzurro. Viandanti Risalgono al '500 le origini del gremio che si organizzò in forma giuridica nel 1633 quando assunse la denominazione di "Confraternita dei Viandanti". Il gremio prende parte alla discesa dei candelieri dal 1941. La loro patrona è la Madonna del Buon Cammino, effigiata nel cero dal fusto prevalentemente rosso, dello stesso colore è la bandiera di damasco. La divisa dei gremianti, di origine spagnola, conserva l'antica calzamaglia seicentesca e 'lu sumbreru', indossato dal clero nel nel cinquecento. Contadini Pur se le origini siano antichissime, il gremio partecipa alla discesa dal finire degli anni trenta del secolo scorso. I contadini erano comunque parte integrante del gremio degli agricoltori che vedeva come asse portante i massai che erano i proprietari terrieri. I contadini si distinguevano dai narbonai che dissodavano i campi incolti preparandoli per nuove coltivazioni. All'interno di questa gerarchia i contadini erano in una condizione di subalternità. Nel 1803 crearono un gremio autonomo e scelsero come patrono San Giovanni di La Neula che li avrebbe protetti contro la nebbia che trasportava le spore della peronospora. I contadini sono i terzi a sfilare nella faradda. Falegnami Questo gremio era anticamente chiamato mastros d'ascia e per distinguersi dai muratori definiti "cabu di smaltu", avevano la denominazione di "cabu di quercu", questo secondo il Costa. Già dal 1538 i falegnami facevano parte della stessa confraria dei muratori, piccapietre, sellai e bastai. Nel seicento i falegnami si distinguevano in due grandi categorie, quelli d'arte gentile (suttile) e quelli che praticavano l'arte grossa (russa). I primi erano considerati dei veri artisti; i secondi, invece, producevano utensili, carri e oggetti strumentali. Il gremio dei falegnami si divise dai muratori nel 1809 e rinnovò il suo statuto nel 1896.loro candeliere fu costruito ed ideato dai fratelli Clemente nel 1921, gli stessi che costruirono la bara di Garibaldi nella famosa ditta sita nei pressi di 'Carra Manna', l'odierna Piazza Tola. Nel fusto spicca l'immagine di San Giuseppe del pittore Mario Paglietti. Come nella maggior parte dei candelieri sono altresì raffigurate le insegne della maestranza: martello, sega, squadra e tenaglia. Nella base del cero spicca lo stemma della città di Sassari. Calzolai Le loro origini risalgono alle ordinanze del 1381 in cui si fissa il costo delle scarpe da uomo e da donna, ma essi sono già citati negli Statuti Sassaresi del 1294. Nelle disposizioni del 1504 i calzolai hanno l'onore di scendere al terzo posto. Originariamente questo gremio era consociato a quello dei conciatori che avevano come santo patrono San Salvatore. I conciatori erano un gremio di candeliere. Il primo statuto dei calzolai fu redatto nel 1564. Il loro cero fu costruito dal falegname Salvatore Chessa nel 1924. Il candeliere è particolare, con quattro colonnine che contornano il fusto centrale. Sul fusto accanto a Santa Lucia emergono le immagini dei tre martiri turritani, particolare che è riscontrabile nel coronamento dei massai. Ortolani Definito da alcuni storici come gremio rustico, definizione che condivide con i Massai ed i Contadini, ma che nel passato riguardava anche altre maestranze oramai scomparse o che hanno perso il loro peso politico come quelle dei labradores, o mezzadri, dei Zappatori, dei Narbonai che recuperavano i terreni incolti, dei Cavallanti, dei Carrolanti e dei Pastori, gremio che si estinse, dando posto ai Contadini nella discesa dei candelieri. I muratori sono citati come "mastros de muru" negli Statuti Sassaresi del 1294 e nelle ordinanze del 1381. La confraria de Nuestra Senora dels angels ospitava i Muratori,i Falegnami, i Piccapietre, i Sellai, i Bottai ed i Bastai. Tra i mestieri più importanti poteva vantare quelli degli scultori, degli architetti, dei carpentieri e dei maestri di stocco. Il loro primo statuto è ascrivibile al 1538. In questo documento sono altresì citati i piccapietre, i falegnami,i bastai ed i sellai. Gli statuti del gremio dei muratori furono rinnovati nel 16 marzo del 1776, mentre nel 1802 stilarono un nuovo statuto che fu rinnovato nel 1928 dopo che i Savoia sciolsero le corporazioni nel 1864. L'antico gremio (la cui Ordinanza risale al 1381). I Sarti Questa confraria stilò il suo primo statuto nel 1532 che durò più di due secoli. Nel 1810 chiesero di non sfilare nella discesa dei candelieri. Nel 1855 dopo un periodo di polemiche e vicissitudini decisero di partecipare nuovamente alla "faradda". Il gremio è devoto alla Madonna di Monserrato; il Candeliere, dai colori giallo-oro e verde, ha sul capitello un braciere acceso. Il candeliere fu costruito nel 1896 in stile impero. Il pittore Mario Paglietti realizzò le effigi di S.Omobono, di S.Antonio e S.Gavino patrono del Nord Sardegna. I gremianti indossano un frac nero con corpetto giallo.oro; dello stesso colore è lo stendardo. Il gremio dei sarti festeggia la sua patrona la seconda domenica di settembre ed il loro compatrono S.Omobono il 13 novembre. Massai Il candeliere, nel capitello esagonale, riporta l'effige della madonna del Popolo, dei Tre martiri turritani e di S.Nicola. La Madonna delle Grazie, alla quale il gremio è devoto, è ritratta sul fusto del cero. I gremianti indossano il frac nero con papillon. Il massaju era anticamente il cassiere o tesoriere dei beni della città di Sassari nel senso che era il custode delle masserizie e dei denari appartenenti alla cittadinanza. Statuti Sassaresi del Tola pag.30. Dal 1531 hanno il diritto ad entrare per primi in chiesa. Dal 1657 hanno la loro Cappella in San Pietro di Silki. Stilarono il loro statuto nel 1743 sotto la protezione Della Vergine delle Grazie. Ordine di discesa: ultimi e primi ad entrare in chiesa. I massai sono gli unici a festeggiare l'intregu il giorno della "faradda". L'intregu celebra la cerimonia di investitura del nuovo Obriere maggiore. Investitura che viene eseguita al cospetto delle autorità municipali. Candeliere: Sulla parte anteriore del candeliere spicca l'immagine della Vergine delle Grazie. Sul coronamento sono rappresentati i martiri turritani, San Nicola, San Francesco e l'immagine della Madonna Del Popolo che diede il titolo alla cattedrale di Sassari. Bandiera: I loro stendardo è bianco, in damasco e, insieme alla Madonna delle Grazie, riporta L'immagine dei Martiri Turritani che sono rappresentati nel coronamento del loro candeliere. Il motivo dei Martiri Turritani è presente anche nel fusto del Candeliere dei Calzolai. Costume: Frac nero con feluca. Guanti, gilet e pantaloni neri. Festa Patronale: i Massai celebrano tre festività: La prima domenica di Maggio, il 14 agosto, e la attività di Maria nell'otto settembre.